Assegno Unico per i figli

La domanda per il riconoscimento dell’assegno è presentata a decorrere dal 1° gennaio di ciascun anno per il periodo compreso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda e quello di febbraio dell’anno successivo, in modalità telematica all’INPS ovvero presso gli istituti di patronato.

L’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Nel caso in cui la domanda sia presentata entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, l’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo del medesimo anno.

Nel caso di nuove nascite in corso di fruizione dell’assegno, la modifica alla composizione del nucleo familiare è comunicata entro centoventi giorni dalla nascita del nuovo figlio, con riconoscimento dell’assegno a decorrere dal settimo mese di gravidanza.

L’erogazione avviene mediante accredito su IBAN ovvero mediante bonifico domiciliato.

L’assegno è riconosciuto ai nuclei familiari:

a) per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza;

b) per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, per il quale ricorra una delle seguenti condizioni:

1) frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;

2) svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;

3) sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;

4) svolga il servizio civile universale;

c) per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

L’assegno spetta in parti uguali ai genitori. E’ corrisposto dall’INPS al genitore richiedente, oppure, su richiesta, in parti uguali ai genitori che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta al genitore affidatario (salvo accordo diverso tra i genitori).

Al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, il richiedete/i deve possedere i seguenti requisiti:

a)Cittadinanza italiana o di uno stato UE, o titolare di permesso di soggiorno in uno stato UE per motivi di lavoro, con durata di almeno 6 mesi;

b)Assoggettamento al pagamento delle imposte in Italia;

c)Residenza e domicilio in Italia

d)Residenza in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, o titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato pari ad almeno 6 mesi.

L’importo dell’assegno si compone come di seguito indicato:

– per ciascun figlio minorenne è previsto un importo variabile tra 175 euro mensili (in caso di ISEE pari o inferiore a 15.000 euro) e 50 euro (ISEE pari o superiore a 40.000 euro).

– per ciascun figlio di età compresa tra 18 e 21 anni non compiuti, è previsto un importo variabile da 85 euro mensili (ISEE pari o inferiore a 15.000 euro) e 25 euro (ISEE pari o superiore a 40.000 euro);

– per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione che va da 85 a 15 euro mensili;

– per ciascun figlio con disabilità minorenne è prevista una maggiorazione, pari a 105 euro mensili in caso di non autosufficienza, a 95 euro mensili in caso di disabilità grave e a 85 euro mensili in caso di disabilità media;

– per ciascun figlio con disabilità a carico di età pari o superiore a 21 anni è previsto un assegno dell’importo pari a 85 euro mensili (ISEE pari a 15.000 euro) che scende fino a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari o superiore a 40.000 euro.

Nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, è prevista una maggiorazione per ciascun figlio minore pari a 30 euro mensili (ISEE pari o inferiore a 15.000 euro), che si riduce fino ad annullarsi in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro.

A decorrere dall’anno 2022 è riconosciuta una maggiorazione forfettaria per i nuclei familiari con quattro o più figli, pari a 100 euro mensili per nucleo.

Per le prime tre annualità, è istituita una maggiorazione di natura transitoria, su base mensile in presenza delle ulteriori entrambe seguenti condizioni:

a) ISEE non superiore a 25.000 euro;

b) effettiva percezione, nel corso del 2021, dell’assegno per il nucleo familiare in presenza di figli minori da parte del richiedente o da parte di altro componente del nucleo familiare del richiedente.

La maggiorazione mensile spetta:

a) per l’intero, nell’anno 2022, a decorrere dal 1° marzo 2022;

b) per un importo pari a 2/3, nell’anno 2023;

c) per un importo pari a 1/3 nell’anno 2024 e per i mesi di gennaio e febbraio nell’anno 2025.

La maggiorazione non spetta a decorrere dal 1° marzo 2025.

In mancanza dell’indicatore ISEE spetta la somma minima mensile (la stessa riconosciuta presentando un ISEE pari o superiore a 40.000 Euro):

-50,00 Euro al mese per ogni figlio minorenne

-25,00 Euro al mese per ogni figlio maggiorenne

Per contro, l’Assegno Unico andrà a sostituire alcune agevolazioni che pertanto saranno soppresse:

-detrazioni per figli a carico;

-premio nascita da 800,00 Euro;

-bonus bebè per i primi 12 mesi di vita;

-assegni al nucleo familiare;

-assegno temporaneo.

Dal 1° ottobre l’INPS non rilascerà più i PIN. Si accederà ai servizi solo con SPID.

A partire dal 1° ottobre 2020 l’INPS interromperà definitivamente le procedure di rilascio del PIN per l’accesso telematico ai servizi dell’Istituto.La nuova procedura, valida per tutti i soggetti che vogliono utilizzare il sistema telematico dell’Istituto, richiederà infatti il possesso dello SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Questa fase di passaggio sarà comunque graduale in quanto:- saranno comunque rilasciati i nuovi PIN soltanto agli utenti che non possono avere accesso alle credenziali SPIDe per i soli servizi loro dedicati: minori di 18 annipersone che non hanno documenti di identità italiana o le persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno, per i soli servizi loro dedicati;- i PIN già in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria.Gli strumenti di autenticazione elettronica attualmente utilizzabili in alternativa al PIN per accedere ai servizi offerti sul portale INPS sono i seguenti:· Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID)· Carta d’Identità Elettronica (CIE)· Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Passaggio da PIN a SPID

Per chi già possiede il PIN, come specificato dall’INPS , è prevista una fase transitoria che si concluderà con la definitiva cessazione della validità dei PIN rilasciati dall’Istituto.Il passaggio da PIN a SPID non ha effetti sul servizio di PIN temporaneo. Gli utenti che accedono ai servizi INPS attraverso le credenziali SPID, CNS o CIE potranno, infatti, continuare a richiedere il PIN telefonico temporaneo utile per la fruizione dei servizi tramite Contact Center. Attraverso la funzionalità “PIN TELEFONICO” presente su MyInps è possibile scegliere di generare un PIN temporaneo la cui validità può essere di un giorno, una settimana, un mese o tre mesi.

Modalità di richiesta dello SPID

Per richiedere SPID è necessario rivolgersi ad uno dei tanti Identity Provider autorizzati e seguire i vari step per l’identificazione.Per la richiesta dell’identità digitale è necessario essere in possesso di (per soggetti residenti):

– un indirizzo email attivo;- un numero di telefono;

– un documento di Identità valido;

– la tessera sanitaria con codice fiscale

Per completare l’attivazione delle credenziali è necessario il riconoscimento dell’utente che può avvenire in 2 modi:- tramite webcam: un operatore verifica l’identità del richiedente nel corso di una videochiamata che può avvenire tramite un pc, tablet o dispositivo mobile munito di una webcam.- tramite documenti digitali di identità: il richiedente viene identificato mediante la propria firma digitale o la propria Carta Nazionale dei Servizi utilizzando gli appositi lettori collegati al pc.